Grand'Ufficiale

1965, Quirinale: appena insignito
dell'ordine di Grand'Ufficiale
dal presidente Saragat
Ci sono i ragazzi di borgata e i ragazzi bene, i ragazzi di città e i ragazzi di paese;
io ero un ragazzo di paese, di San Piero Patti, Sicilia.
Volevo diventare un protagonista, andare alla ribalta.
Avevo quindici anni quando durante un comizio - erano gli anni del referendum tra Monarchia e Repubblica - non arrivava l'oratore. Cosa ho fatto allora? Ho pensato di sostituire l'oratore e siccome, già allora, i nobili e la gente troppo ricca mi stavano antipatici, sono salito sul palco e ho invitato la gente a ribellarsi.
Erano operai e contadini con le vanghe: cominciarono a tirare giù tutto e a distruggere il circolo dei nobili, che stava proprio di fronte a quello degli operai, frequentato da mio nonno...


[BIOGRAFIA]
SCRITTORInCORSO


RIBALTA


Per me la televisione è vita,
il giornalismo è vita.
La telecamera per me
- posso dirlo? -
è come un orgasmo.
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La TV è un mezzo difficilissimo che molti credono di saper utilizzare.

Io l'ho fatta a tutto campo:

da cronista, da inviato in Africa, da conduttore e da direttore.


Credo che sia un mezzo eccezionale ma in molti casi male utilizzato.

[BIBLIOGRAFIA]
sul Monte Bianco

 Sulla vetta del Monte Bianco
con una troupe, nel 1960
nello studio del Tg4

Nello studio del Tg4


con Simona Ventura

Con Simona Ventura
Sono stato uno degli uomini di punta del settimanale giornalistico TV7.
Test è stata la prima trasmissione che ho condotto io: mitica.
Sono stato il primo conduttore del Tg1
della Riforma e del primo telegiornale a colori,
ho seguito le prime grandi inchieste.
Sono stato anche direttore del Tg1,
ho vinto il primo Telegatto nel 1984
come miglior giornalista dell'anno.
Ho dato per primo l'annuncio dell'attacco americano su Baghdad.
Ho inventato Studio Aperto
e ho portato l'informazione sulle reti Fininvest.
Poi dicono che sono presuntuoso, fate voi!

[BIBLIOGRAFIA]